Cava nel Parco del Roccolo. Parere negativo della conferenza dei servizi

 In questo nostro tempo, dove la politica è sempre più relegata ad essere un mero strumento di certificazione delle scelte che guardano più agli interessi di imprese e privati, può succedere che la spinta spontanea e ragionata delle comunità locali (Cittadini e Istituzioni Municipali), faccia la differenza 

 Talvolta succede. Questa volta è capitato nella martoriata area omogenea  dell’alto milanese, terra ricca e fertile, ma anche preziosa per il materiale da costruzione che tiene in grembo e abbondantemente cavato per estrarre il “sabbione”.  Il 40% degli ambiti territoriali estrattivi  (ATE ovvero le cave), della Città Metropolitana Milanese si trovano proprio nei territori a nord ovest di Milano.

Lo scorso 12 Aprile presso la sede della Città Metropolitana a Milano, si è tenuta la conferenza dei servizi riguardante la richiesta presentata dalla società Solter S.r.l.,  relativa a una nuova escavazione  tra i comuni di Busto Garolfo e Casorezzo – e il “recupero” di una parte già escavata tramite conferimento di rifiuti “ non” pericolosi. Tradotto: l’ennesima discarica!

L’iter dell’ analisi del progetto, dopo gli esiti positivi della Valutazione d’Incidenza (VINCA) e della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), era giunto all’atto conclusivo, l’Autorizzazione Integrata Ambientale  (AIA)che si è svolta il 12 Aprile e avrebbe potuto dare l’assenso all’operazione.

 

L’azione congiunta di Cittadini e Istituzioni locali, facilitati dal contributo  del nuovo Consigliere metropolitano delegato all’ambiente, Pietro Mezzi,  ha portato a far si che, una volta tanto, le ragioni degli interessi diffusi prevalessero sui corposi interessi privati.

 

Il 12 Aprile si è coralmente vinta una battaglia, ma si vincerà davvero tutti insieme la guerra se, pur con i necessari contrappunti, il coro continuerà a cantare nella stesa tonalità.