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UNO STRADIVARI PER LA GENTE

Sabato 23 settembre ore 21 – Chiesa San Rocco – Cuggiono
Entrata con donazione libera a partire da 10€

il gruppo d’archi dell’Accademia interpreterà le celebri Quattro Stagioni Portene di Astor Piazzolla.
Un viaggio dal Sound argentino nella bellezza dell’architettura italiana ricordando Antonio Vivaldi: il più celebre compositore italiano di tutti i tempi. Una voce guida coinvolgerà il pubblico con aneddoti e curiosità ma anche con particolari e cenni specifici durante questo viaggio nel tango argentino.

L’Accademia Concertante d’Archi di Milano © &® e’ una prestigiosa orchestra italiana fondata nel1985 dal Presidente e Direttore Maestro Mauro Ivano Benaglia.Dal 1984 è nota nel mondo anche per i grandi eventi nel Duomo di Milano dove si è esibita in oltre 15 concerti sinfonici e tra questi si ricorda in particolare il Requiem di Verdi con 2 megaschermi antistanti la cattedrale e oltre 12.000 persone di pubblico coinvolte fino al più recente Requiem di Mozart dedicato al sociale col progetto rotariano “End Polio Now”.

Il Duomo di Milano è stato il trampolino di lancio per le più belle realtà artistiche di tutta Italia: Il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro La Fenice di Venezia ma anche tutti i Duomo dei capoluoghi lombardi e le maggiori Cattedrali Emiliane e nazionali come Firenze, Venezia, Roma, Assisi, Napoli, Caserta, Palermo.

Dal 2005, grazie all’esclusivo progetto “Uno Stradivari per la Gente” – registrato e brevettato a livello mondiale – l’Accademia è l’unica realtà al mondo ad aver ottenuto in affidamento ben 26 violini creati da Antonio Stradivari sui 50/60 ancora utilizzabili al massimo delle prestazioni.

A concederli collezionisti privati ma anche fondazioni ed Enti museali di prim’ordine come il Museo del Violino di Cremona che ha concesso ai giovani artisti l’inestimabile “Cremonese” del 1715 e il ”Vesuvius” del 1727.
Fra i palchi che hanno ospitato le esibizioni dell’Accademia Concertante d’Archi di Milano ricordiamo la prestigiosissima Carnegie Hall di New York e il Musikverein di Vienna, dove lo Stradivari, ma soprattutto i giovani musicisti, hanno incantato il pubblico.
E’ proprio su questi importanti palcoscenici e sul sagrato dell’Altare maggiore del Duomo di Milano che gli Artisti dell’Accademia hanno interpretato il programma dedicato ad Astor Piazzolla che sabato sera eseguiranno nella bella Chiesa di S. Rocco a Cuggiono.

Protagonista il giovane solista, Maestro Lorenzo Meraviglia – 27 anni – che suonerà a il preziosissimo violino Omobono Stradivari 1730/40 assicurato per svariati milioni di Euro

Astor Piazzolla
(Mar del Plata, 11 marzo 1921 – Buenos Aires, 4 luglio 1992)
Le Quattro Stagioni Porteñe
(“Cuatro Estaciones Porteñe”)
per violino, pianoforte e orchestra d’archi
Opera composta fra il 1965 e il 1970, rappresenta uno dei più alti punti di incontro fra tango e tradizione musicale colta.
Queste composizioni nascono originariamente per quintetto formato da Bandoneon, Pianoforte, Violino,
Chitarra elettrica e Contrabbasso. La versione in programma oggi è invece quella appositamente
realizzata in versione classica con alcuni accorgimenti che il violinista Lorenzo Meraviglia ha voluto
apportare per esaltare ogni peculiarità timbrica e fonica dell’orchestra d’archi e del “suo” magnifico
Stradivari applicando effetti, virtuosismi e sonorità argentine di Mar del Plata, terra natale di
Piazzolla.
Le sue composizioni traggono beneficio anche dai suggerimenti che Nadia Boulanger, affermata
compositrice del secolo scorso, trasferì a Piazzolla. Fu proprio lei che lo convinse a sviluppare il suo
stile inimitabile approfondendo e applicando la complessa prassi contrappuntistica di tradizione
classica.
Fra le tante tournèe planetarie in cui Piazzolla si è esibito quasi mai troviamo le quattro stagioni raggruppate
proprio perché nate ciascuna in diversi momenti della sua carriera.
In esse troviamo la gioia dei successi, la malinconia della solitudine e la nostalgia della sua terra.
Quasi un testamento musicale della sua vita.
Nello scriverle si è volutamente ispirato al nostro compositore classico più rinomato ed acclamato
nonché eccelso violinista: Antonio Vivaldi.
Di lui ha carpito il segreto della semplicità armonica applicata alla musica descrittiva negli esempi
più percettibili e ricorrenti quali il gocciolìo della pioggia (dato dal pizzicato dei violini) o il fragore
tuonante di un temporale.
Questi effetti – e pare incredibile – si intercalano, si mescolano, si sormontano con estrema armonia
e naturalezza all’incedere sincopato del “sound” argentino.