Sulle tracce di Papa Francesco in Lombardia

di Giancarlo Libert

Da molti anni mi sono appassionato alle ricerche storiche ed in particolare a quelle sull’emigrazione piemontese nel mondo. Alla ricerca di emigranti o discendenti di emigrati di origine astigiana per un mio libro, sin dal 2004 avevo trovato le notizie su un gesuita, il cardinale Jorge Mario Bergoglio all’epoca arcivescovo di Buenos Aires, ma con radici astigiane come il sottoscritto. La data di nascita inoltre, il 17 dicembre, coincide con la mia, con una differenza di ventisette anni. Le mie ricerche all’epoca si erano concentrate sulla figura del presule argentino e sulle origini della famiglia che la famiglia mi indicava intorno a Castelnuovo don Bosco, ma che io avevo ipotizzato poco lontano sempre nell’area a nord di Asti, tra Robella e la frazione Cortiglione dove ancor oggi sono numerosi i Bergoglio. Successivamente Jorge Mario Bergoglio nel conclave del 2005 che portò all’elezione di Papa Benedetto XVI, fu uno dei più votati. Nel 2012 passando davanti alla Cattedrale di Buenos Aires, pensai al cardinal Bergoglio ma purtroppo per motivi di tempo non lo incontrai. Il 13 maggio 2013 alla quinta votazione, Jorge Mario Bergoglio fu eletto Papa assumendo per la prima volta il nome di Francesco, un nome legato al Santo di Assisi e ricorrente nelle famiglie paterna e materna del Santo Padre. Il 23 maggio 2013, con una piccola delegazione di Montechiaro d’Asti, la località di origine del bisnonno Francesco Bergoglio, riuscì ad incontrarlo in Santa Marta. Fu un’emozione indescrivibile. Successivamente le ricerche compiute da altri studiosi hanno confermato la mia teoria sulle origini della famiglia a Robella d’Asti dando indicazioni circa le origini piemontesi e liguri dei nonni, ma con un particolare legame con il Piemonte da cui partirono nel 1929 il padre Mario e i nonni Giovanni Angelo e Rosa Vassallo per l’Argentina. Nonna Rosa, più volte citata da Papa Francesco nacque a Cagna di Piana Crixia in provincia di Savona, ultimo lembo dell’Alta Langa località legata storicamente al Piemonte sia per l’appartenenza alla diocesi di Acqui Terme, sia per i legami con Cortemilia in provincia di Cuneo, quest’ultima il riferimento per il mercato settimanale e per i legami parentali dei suoi abitanti. Rosa si trasferisce a Torino all’età di 8 anni con la zia materna, partecipando attivamente alla vita della città. Qui incontra e sposa nel 1907 Giovanni Angelo nato ad Asti nel 1884; nel 1908 nasce Mario che viene battezzato nella chiesa di Santa Teresa. Nel 1918 la famiglia si trasferisce ad Asti e nel 1929 a Paranà in Argentina dove i fratelli di Giovanni Angelo trasferitisi in precedenza e qui sposatisi, hanno avviato un’importante azienda di pavimentazione. Dopo il fallimento dell’azienda, i Bergoglio si spostano a Buenos Aires, dove Mario incontra Regina Maria, nata in Argentina e figlia di emigranti. Dal loro matrimonio nascono Jorge Mario nel 1936 e successivamente altri 4 figli. Il ruolo svolto da Nonna Rosa, mi ha portato a collaborare con Orsola Appendino alla stesura del libro Nonna Rosa La roccia delle Langhe; la nonna a cui Francesco fu affidato all’età di 13 mesi, quando nacque il secondogenito della famiglia, dalla quale apprese il piemontese e la vita dei santi.

L’ultimo tassello che mancava erano le origini della nonna materna di Papa Francesco. Dall’Argentina la genealogista Analia Montorfano che ha pubblicato un albero genealogico della famiglia di Jorge Mario Bergoglio, indicò le origini di Maria Gogna ad Alessandria. Ipotizzando non trattarsi della città di Alessandria ma della sua provincia presi contatto con l’amministrazione provinciale e con alcuni amici ed in particolare mi indirizzai verso alcuni paesi della val Borbera, tra Piemonte e Liguria.

Dopo alcune ricerche compiute presso dall’amico Pino Decarlini e dall’archivista Silvia Malaspina dell’archivio diocesano di Tortona nell’estate del 2014 fu ritrovato l’atto di nascita di Maria Gogna, figlia di Pietro Giovanni Gogna e Regina Demergasso battezzata il 3 giugno 1887 e residente a Teo, frazione di Cabella Ligure nella casa posta al civico 1.  Maria, emigrò da piccola in Argentina dove conobbe e sposò Francesco Sivori e da cui nacque Regina, la madre del futuro Papa. Le ricerche sono poi confluite in un libro dal titolo Alessandrini nella Pampa. L’emigrazione dalla provincia di Alessandria in Argentina. Le ricerche nel 2015 sono proseguite da parte degli studiosi locali sia nei documenti comunali sia in quelli della parrocchia di San Lorenzo di Cabella Ligure, ricavando un albero genealogico che i cabellesi hanno poi consegnato con numerose fotografie, al Santo Padre. Tali ricerche hanno portato alla scoperta che il padre di Maria, Pietro Giovanni era nato a Barate. Grazie all’aiuto degli archivisti della diocesi di Milano, è stato ritrovato l’atto di battesimo di Pietro Giovanni Gogna.

Libro degli Atti di nascita della Parrocchia di Sant’Andrea Apostolo del Comune di Barate, distretto di Rosate, provincia di Pavia

29 aprile 1849 battesimo di Pietro Giovanni Gogna, nato all’ora 1 pomeridiana del giorno 29 aprile 1849, figlio legittimo di Bava Maria Cattarina e Gogna Giacomo, di professione spaccalegna, abitanti alla Cascina Maraviglia di Barate per motivi di lavoro e provenienti dallo Stato Sardo.

 Nell’atto è indicato che il padrino era Gogna Francesco di Pietro (probabilmente zio paterno) residente alla Maraviglia e madrina Gogna Serafina del fu Gio, nubile abitante a Vigano.

Negli stessi registri di nascita relativi all’anno 1849 troviamo due interessanti atti:

il 12 febbraio il battesimo di Gogna Pietro, nato nello stesso giorno e figlio legittimo di Bava Margherita e Gogna Paolo, spaccalegna e residenti alla Cascina Maraviglia. I genitori si erano sposati nella parrocchia di Dova il 20 agosto 1843;

il 26 febbraio battesimo di Molinari Pietro, nato nello stesso giorno e figlio legittimo di Molinari Francesca e Molinari Giacomo, spaccalegna e residenti a Barate. I genitori si erano sposati a Cabella Ligure il 28 agosto 1841.

Tutti i genitori sono indicati abitanti nel luogo per motivi di lavoro e provenienti dallo Stato Sardo, i testimoni abitavano o nella cascina Maraviglia o a Vigano o a Morimondo.

 

La famiglia Gogna, come molte del territorio appenninico tra le quattro province (Alessandria, Genova, Pavia e Piacenza) era solita emigrare stagionalmente nelle grandi cascine del Pavese e del Milanese dedite alla coltivazione del riso, esercitando diversi mestieri tra cui quello dello spaccalegna. Alcune famiglie prima della nascita ritornavano a partorire nella casa di origine, questo non avvenne per i Gogna e per i Molinari nel 1849, in un periodo turbolento tra Stato Sardo e Lombardo Veneto, appena conclusa la Prima Guerra d’Indipendenza.