Quando arrivi a un bivio, prendilo

“Quando arrivi a un bivio, prendilo” : questa è una delle famose frasi un po’ malapropistiche di Yogi Berra, uno dei più famosi giocatori di baseball d’America, il cui albero della vita ha profonde radici lombarde. Tuttavia se il mondo della pallabase ha evidenziato Yogi Berra, ci sono altri giocatori lombardi originari nel medesimo quartiere che nel medesimo periodo hanno rinnovato il sogno americano dei padri : Joe Garagiola, Frank Crespi e James Pisoni. Proprio questi ultimi due giocatori : Frank Crespi e James Pisoni sono stati ampiamente studiati e ri-conosciuti attraverso gli scritti di George Venegoni che ha tolto la polvere dell’oblìo attraverso le pagine della newsletter della Hill di St. Louis, Hill 2000. Tutto cominciò negli anni venti quando la prima generazione di italiani nata e cresciuta nel quartiere The Hill di St. Louis a prevalenza italiano, composto in maggioranza da lombardi e siciliani, riuscì a mantenere la propria identità e a diventare americana attraverso lo sport. Jim Causino fu l’artefice di un progetto, mirato a evitare lo sbandamento giovanile, che contribuì alla coesione comunitaria continuata poi in varie forme attraverso il periodo della seconda guerra mondiale e fino ai giorni nostri. The Hill di St,. Louis fu una delle prime mete dell’emigrazione dal Mandamento di Cuggiono, e dopo la dispersione dei primi emigrati a Detroit,Michigan o a Herrin,Illinois verso i sobborghi rimane uno dei centri con maggior concentrazione di lombardi. E proprio da questa Montagna sono emersi importanti atleti che si sono ben distinti nel baseball oltre che nel calcio e football americano. Lawrence Peter “Larry” Berra è nato a St. Louis il 12 maggio da Pietro e Paolina Longoni, ambedue di Malvaglio, paese confinante con Cuggiono, Milano. Elizabeth Street , la strada che lo ha visto giocare da adolescente con Joe Garagiola, è stata ribattezza Hall of Fame in loro onore. Yogi Berra che ha cominciato la sua carriera sia come ricevitore (catcher) che come esterno (outfielder) ha giocato quasi sempre con gli Yankees di New York (1946-1964). Come giocatore, manager o allenatore ha partecipato a 21 World Series vincendone 13. I numeri della sua carriera sono impressionanti : Partite giocate : 2120 Turni in battuta (At bats) : 7555 Media alla battuta (Batting average ) : .285 Punti (Runs ) : 1175 Hits (Battute valide) : 2150 Doppie (Doubles) 321 Triple (Triplles) : 49 Fuori campo (Home runs ) : 358 Punti alla battuta (Runs batted in – RBI ) : 1430 Strikeouts ( Nel baseball lo strikeout avviene quando il giocatore in battuta subisce tre strikes e viene eliminato dal lanciatore ) : 414 Slugging average (misurazione della potenza del battitore) : .482 Il soprannome Yogi gli fu dato da un amico che vedendolo seduto a gambe incrociate e braccia conserte lo paragonò a al fakiro Yogi di un film che avevano visto assieme. Cominciò a giocare a baseball nelle serie regionali American Legion, dove imparò le basi del gioco e si specializzò come ricevitore. Considerato il miglior ricevitore di sempre, è stato il terzo americano di origine italiana su 10, dopo Joe Di Maggio e Roy Campanella, ad essere nominato alla Hall of Fame nel 1972 dalla Baseball Association of America con l’85% dei voti. Nel 1998 nella città di Upper Montclair, New Jersey è stato inaugurato lo Yogi Berra Museum and Learning Center che custodisce i cimeli della carriera di Yogi che vive nelle vicinanze, e frequenta ancora il centro soprattutto in occasione di eventi speciali quando gli fa molto piacere insegnare ai giovani il valore dello sport sia in campo che fuori. Il centro è diretto da David Kaplan co-autore con Yogi del libro autobiografico “When You Come to a Fork in the Road,Take it” (Quando Arrivi a un Bivio, Prendilo”) che riporta aneddoti e fotografie inedite di Yogi e della sua famiglia. Il 18 luglio 1999 Yogi è stato onorato allo Yankee Stadium di New York con lo Yogi Berra Day, una festa pari alle celebrazioni organizzate al ritorno a St. Louis dalla seconda guerra mondiale quando si era arruolato in marina e aveva partecipato allo sbarco in Normandia Yogi si sposò il 26 gennaio 1949 con Carmen Ross con cui visitò Malvaglio nel 1959, dove fu festeggiato dai suoi parenti con i quali poté parlare liberamente nel dialetto dei genitori. Purtroppo Carmen è morta il 6 marzo 2014. Yogi ha tre figli : Larry, Dale (ex-interbase /shortstop/ nei Pittsburgh Pirates e New York Yankees) e Tim, che ha militato nella squadra di football americano dei Baltimore Colts nel 1974. L’assegnazione del premio John Jordan”Buck” O’Neil 2014 (Lifetime Achievement Award) ha coronato la carriera di Joseph Henry “Joe” Garagiola, il quasi ottantanovenne ricevitore, poi diventato famoso come annunciatore radio-televisivo, soprattutto come commentatore sportivo paragonabile al nostro Nicolò Carosio. Nato a St. Louis il 12 febbraio 1926 da Giovanni e Angela Garavaglia, entrambi nativi di Inveruno, Joe crebbe in Elizabeth Street nella casa di fronte a Yogi Berra con cui condivise l’amore per il baseball. Joe fu reclutato dai Cardinals di St. Louis a soli 16 anni, preferito all’amico Yogi, debuttando nella massima divisione a 20. Sembrava un astro nascente ma deluse le aspettative, soprattutto quelle dei suoi ammiratori di St. Louis, in quanto la sua carriera professionale di ricevitore fu mediocre. Giocò soltanto nove stagioni : (St. Louis Cardinals -1946-51; Pittsburgh Pirates – 1951-53 ; Chicago Cubs – 1953-54 e New York Giants – 1954) per un totale di 676 partite. Nel 1960 diede alle stampe il libro Baseball is a funny game che gli diede una certa notorietà per il suo carattere ironico, per gli aneddoti nel mondo dello sport e per lo stile che caratterizzò il suo modo di fare il cronista in radio e televisione, cui seguirono poi altri due volumi It’s Anybody’s Ballgame ( 1980) e Just Play Ball (2007). Le delusioni in campo hanno spronato Joe Garagiola a intraprendere la strada del commentatore di baseball in seno alla NBC dove è rimasto con enorme notorietà e successo per 30 anni. Dopo esperienze varie, dal 1992 al 2012 ha invece coperto le partite degli Arizona Diamondsback, la squadra di cui suo figlio Joe, jr era il general manager. Le sue apparizioni in televisione gli hanno permesso di conoscere e condividere il mondo del baseball con innumerevoli personalità compresi alcuni presidenti. Proprio in It’s Anybody’s Ballgame, Joe Garagiola ricorda la figura del padre Giovanni che apprezzava la democrazia americana e soprattutto gli sforzi dei presidenti Roosevelt e Truman, anche se la reale figura politica era quella dell’assessore locale Midge Berra che quando poteva aiutava i suoi compaesani ad affrontare le difficoltà quotidiane. Durante una delle tante apparizioni pubbliche, Joe Garagiola intrattenne il pubblico in attesa del discorso elettorale del senatore John F. Kennedy. Era il 1960 a St. Louis. Nella folla in attesa Joe scorse l’ex-presidente Harry S Truman e riuscì a farsi inquadrare mentre lo abbracciava. Tutto per far piacere la padre e fargli vedere che il suo sogno americano si era in qualche modo avverato. Grande regalo per Giovanni Garagiola, forse più del baseball. Questi due giocatori sono ancora molto conosciuti negli Stati Uniti e fanno parte della storia del baseball, anche se le loro origini lombarde risaltano un po’ meno evidenziate. A fianco dei due campioni c’erano altri giocatori che non hanno creato sensazione e rischiano di essere soltanto dei numeri della grande storia del baseball della Hill. E’ quindi d’obbligo parlarne. Tra il 1938 e il 1942 un altro italo americano proveniente dalla Hill giocò come seconda base (2nd base man) nella squadra dei St. Louis Cardinals che militava nella Major Baseball League. Nel 1942 contribuì alla vittoria dello scudetto della National League come corridore di rimpiazzo (pinch-runner) nella serie vinta 4-1 dai Cardinals contro gli Yankees di New York : Frank Crespi. Frank Crespi nacque a St. Louis il 16 febbraio 1918 da Luigi e Teresa Fumagalli.  Il padre Luigi (Louis) nato a Cuggiono il 6 ottobre 1891 era emigrato nel 1906 a St. Louis mentre la madre Teresa Fumagalli nata a Marnate il 23 luglio 1893 aveva raggiunto il fratello Giovanni nel 1913 emigrato a St. Louis. Le nozze tra Luigi e Teresa avvennero poco dopo. La famiglia visse attorno al 5200 Shaw Avenue, la sede del Big Club (Società di Mutuo Soccorso Nordamericana – che molti emigranti designarono come punto di appoggio a St. Louis ), fino al 1930 quando si trasferì nella parrocchia di Santa Barbara a North St. Louis, vicino al ristorante di cui Luigi era proprietario, tra Hodiamont e Theodosia Street. Nel 1938 Frank Crespi fu il primo giocatore di baseball della Hill a militare nelle Major Leagues indossando per tutta la sua breve carriera l’uniforme della squadra della sua città natale, i St. Louis Cardinals. I suoi anni migliori furono il 1941 e il 1942, quest’ultimo anno coronato dal successo nelle World Series contro i grandi favoriti, gli Yankees di New York. Tra il 1938 e il 1942 Crespi giocò nel ruolo di seconda base (2nd base man) 264 partite, 240 battute, 125 punti e 4 home runs – fuori campo con una media alla battuta di .263 ovvero 6 punti più di Joe Garagiola. Frank Crespi era noto con il soprannome di “Creepy” che gli era stato affibbiato da bambino perché era in grado di correre velocemente mentre era accovacciato in attesa di prendere la palla da baseball. Una bella allitterazione che non lo lasciò mai. A questo punto entrò in gioco il servizio militare che Frank non rifiutò nonostante avesse subito la perdita in combattimento di un fratello. A partire da Fort Riley, Kansas la sfortuna si abbattè su Frank che si infortunò a una gamba durante un incontro di baseball, frattura scomposta che aggravata da un altro incidente sempre sulla stessa gamba durante un’esercitazione militare. Che dire poi della caduta dalla sedia a rotelle procurata da un infermiere sbadato e della eccessiva dose di medicinali somministratigli per sbaglio che per poco non gli procurarono l’amputazione dell’arto? Frank si riprese ma non fu più in grado di riprendere l’attività agonistica. Dopo la fine della seconda guerra mondiale restò per qualche anno nel mondo del baseball in varie funzioni ma alla fine lo abbandonò completamente per assumere un impiego in aeronautica, alla McDonnell – Douglas dove rimase fino alla pensione. Quando morì, il 1 marzo 1990, molte persone scoprirono per la prima volta di essere stati vicini a un buon giocatore di baseball, potenzialmente un campione, rovinato sia dalle ferite sia dagli eventi bellici che lo forzarono ad abbandonare anzitempo e per sempre il diamante tanto agognato. Frank Crespi riposa al Calvary Cemetery and Mausoleum di St. Louis. Il quarto giocatore di baseball della Hill degno di menzione è James Peter Pisoni, nato il 14 febbraio 1929 a St. Louis. Il padre Ambrogio, nato a Buscate il 2 dicembre 1901, era emigrato nel 1923 con destinazione St. Louis,Missouri a bordo della nave Taormina arrivata a New York il 10 luglio 1923. Trovato lavoro in una fabbrica di tubature fognarie, si era sposato nel 1928 con Mollie. La famiglia viveva al numero 1922 di Macklind Avenue. Ovviamente sempre di Hill si parla. James Pisoni frequentò prima la Shaw School, passando poi alla Hadley Tech per diventare un tool and die maker – Operaio dell’industria meccanica addetto alla preparazione degli utensili, ma la passione per il baseball istillata anche dallo zio Paul Merlotti prese il sopravvento. A soli diciassette anni fu ingaggiato dai Browns di St. Louis che militavano nell’American League. Dapprima lo fecero giocare nelle serie minori : nel 1949 e 1950 il suo ruolino fu di.291 e .299 alla battuta con 19 home runs – fuori campo e 103 RBI (punti battuti in casa) nel 1950. L’anno più produttivo fu il 1955 con 26 home runs – fuori campo e 118 RBI (punti battuti in casa). Giocò soprattutto nel ruolo di esterno centro – center fielder. La sua carriera fu temporaneamente sospesa tra il 1951-52 quando prestò servizio militare durante la guerra in Corea. Tra il 1953 e il 1960 Pisoni giocò in quattro squadre: St. Louis Browns, prima partita il 25 settembre 1953, ultimo giocatore a debuttare con la loro casacca prima del loro trasferimento e diventare i Baltimore Orioles. Le ultime tre partite contro i Chicago Cubs furono giocate a St. Louis. I Browns persero di brutto ma nel secondo inning della penultima partita, il 26 settembre 1953, Pisoni segnò l’unico home run che diede il temporaneo vantaggio ai Browns. Pisoni, tuttavia, non si trasferì a Baltimore e militò per tre anni nelle serie minori. Nel 1954 i Baltimore Orioles lo cedettero ai Kansas City Athletics dove giocò tra il 1956 e 1957. Successivamente fece parte dei Milwaukee Braves (1959) e dei New York Yankees (1959-60). In carriera Pisoni ebbe una media di .212 alla battuta, 6 home runs- fuori campo e 20 RBI (punti battuti in casa) in 103 incontri. Oltre a 26 punti, tre doppie – Double Play (doppio gioco): si ottiene quando la difesa in un’unica azione riesce ad eliminare due corridori, spesso grazie ad una battuta mal eseguita ; tre triple – Triple Play (triplo gioco): difficilissimo e spettacolare allo stesso tempo, si ottiene quando la difesa riesce ad eliminare tre avversari in una sola azione Dopo il suo ritiro fece l’elettricista. E’ morto il 4 febbraio 2007 a Frisco, Collin County, Texas. E’ sepolto al Resurrection Cemetery di St. Louis Ernesto R Milani Ernesto.milani at gmail.com Milano, 19 gennaio 2015