I Martiri di Castano

Marcel, Charles Marcel Scheer (il Francesino) un alsaziano che si era unito alla brigata partigiana Gasparotto assieme al giovanissimo Luigi Crespi, della cascina Crespi di Mesero propone e progetta con Carlo Paccagnini una azione all’interno della ditta Consonda per disarmare una pattuglia di guardia e rapinare le armi. Dissuaso dal fare questa azione ripiega per il giorno seguente progettando di disarmare le sentinelle di guardia alla stazione di Castano, assieme a Peppino Stefanoni di Arconate, per recuperare delle armi.

Verso le 20 del 24 febbraio 1945 avviene l’assalto: nell’operazione rimane ucciso un tedesco e lo stesso Crespi che ha in tasca il tesserino di identificazione. Marcel e Stefanoni si recano alla cascina per informare i parenti, ma li hanno preceduti la squadra di fascisti guidata da Montagnoli, comandante della Brigata Nera di Legnano. I militi trovano una valigetta coi tesserini dei partigiani di Castano.

Sulla scorta di quelle tessere Montagnoli organizza nella notte tra il 24 e il 25 febbraio un grosso arresto di partigiani: Antonio e Franco Noè, Franco Griffanti, Nino Leoni, Nino Croci, Livio Lualdi, Angelo Macchi, Ambrogio Merlo, Riccardo Noè, Ultimio Sanson e Bruno Valli (11 prigionieri).
Imprigionati nella caserma dei carabinieri di Castano, vengono spogliati e ammanettati. Domenica 25 febbraio vengono consegnati ai tedeschi che li portano al loro comando a Lonate Pozzolo.

Con un processo farsa vengono condannati a morte: il 26 febbraio 1945 un camion li riporta a Castano, davanti al cimitero. Sul camion si trova già un altro partigiano, tale Aldo Minelli condannato a morte per una conflitto a fuoco nei pressi di Sacconago con una pattuglia tedesca.
Visto il camion lì fermo parecchi operai in uscita dalle fabbriche a mezzogiorno si avvicinano per vedere cosa sta succedendo .
Il comandante tedesco ordina di far scendere i prigionieri e leggendo un foglio recita “sei stato condannato a morte dal tribunale speciale”. La folla rumoreggia ma il procedimento non si interrompe. Il plotone spara .
Il primo caduto è Noè Antonio che prima di morire grida ”viva l’Italia libera, viva i partigiani della Gasparotto”. Quindi è la volta di Noè Franco e Franco Griffanti.

Gli altri prigionieri vengono fatti risalire sul camion che parte alla volta di Busto Arsizio.
Nei pressi del cimitero di Sacconago il Minelli viene fatto scendere e fucilato. Grida la stessa frase di Noè: ”viva l’Italia libera, viva i partigiani della Gasparotto”.

Gli altri prigionieri superstiti vengono trasferiti al carcere di Varese e successivamente il 18 marzo alle carceri di San Vittore a Milano,
Angelo Macchi, di professione ciabattino, verrà liberato il 25 Aprile dai partigiani. Gli altri, Croci, Noé Riccardo, Sanson, Merlo, Valli, tutti meccanici, vengono spediti al campo di concentramento di Bolzano per poi essere trasferiti in una fabbrica di produzione cuscinetti.
Per fortuna i treni non partono più ed il primo maggio saranno liberati.

Antonio Noè
Franco Noè
Franco Griffanti

Materiale di approfondimento:

Comunicato nazifascista

http://www.anpi.it/
http://www.museopartigiano.it/
http://www.straginazifasciste.it/wp-content/uploads/schede/Castano_Primo_26_febbraio_1945.pdf
http://lnx.ecoistitutoticino.org/wordpress/percorso-memoria/
http://win.ecoistitutoticino.org/resistenza/
http://win.ecoistitutoticino.org/resistenza/amici_castano.htm

Comune di Castano Primo
ANPI Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Comitato provinciale di Milano
FIVL Federazione Italiana Volontari della Libertà
Ecoistituto della Valle del Ticino