Un nuovo murale nel parchetto di via San Rocco e un quaderno dedicato ai loro nipoti.
In quel parchetto lo scorso anno abbiamo posizionato il murale di 18 metri dedicato ai campioni del baseball americano, figli di migranti di Cuggiono, Inveruno, Malvaglio, Buscate… “migranti di seconda generazione” diremmo oggi. Questo per ricordare di come lo sport, in un ambiente non certo facile per gli italiani, fu uno dei fattori che facilitò l’integrazione di questi ragazzi nella loro nuova patria.
Lo scorso 14 giugno abbiamo fatto inaugurare al folto gruppo di amici provenienti da Herrin (Illinois) un paio di altri murali. Quello dedicato alla loro cittadina con cui il nostro paese è gemellato e quello dedicato ad altri figli di nostri emigranti che ai campionati del mondo del 1950 sconfissero quella che fino ad allora era la squadra imbattuta da sempre, l’Inghilterra, che venne così eliminata dal mondiale da una squadra di dilettanti come la nazionale USA. Passò alla storia come “The game of their lives”.
Il prossimo settembre sempre in quel parchetto, in collaborazione con Museo ne posizioneremo un altro di 15 metri dal titolo che non lascia spazio a dubbi: Italiani, popolo di emigranti. Il nuovo murale servirà da introduzione a quelli già posizionati. Giusto per ricordarci che se c’è stato un paese che ha inviato un numero incredibile di emigranti in tutto il mondo (25 milioni 354 mila) questa è stata l’Italia.
Pensiamo che il ricordarlo sia una operazione utile soprattutto oggi in cui siamo diventati noi terra di arrivo.
Oggi tra l’altro assistiamo sempre più anche ad arrivi diversi. Sono i nipoti e i pronipoti di chi se ne andò a fine Ottocento. Intere famiglie vengono a farci visita. A esse abbiamo dedicato questo piccolo quaderno per facilitare il loro arrivo tra noi.

